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Termini fondamentali della teoria psicoanalitica:
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  #1  
Viejo 16/abr/04, 10:10
ilpassodiulisse
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Predeterminado Termini fondamentali della teoria psicoanalitica:

"Complesso Edipico", la terza fase dello sviluppo psicosessuale, durante il quale i bambini nutrono amore per il genitore del sesso oposto e gelosia verso quello dello stesso sesso.


"Rimozione", indica il processo inconscio mediante il quale il soggetto esclude dalla coscienza determinate rappresentazioni connesse con una pulsione (generalmente di natura sessuale) il cui soddisfacimento implicherebbe il non soddisfacimento di altre richieste provenienti dall'Io o dal Super-Io. La rimozione va quindi distinta dalla --repressione (che si svolgea livello cosciente) e costituisce una componente di molti meccanismo di ---difesa patologici, nonché della vita psichica normale. Nella rimozione s'intrecciano reinvestimenti, disinvestimenti e controinvestimenti, che si riferiscono non già alla pulsione in quanto tale, né all'---affetto, bensì ai "rappresentanti" della pulsione, costituiti da idee o ricordi o immagini mentali. Secondo Freud il fatto che determinate rappresentazioni possano essere rimosse comporta non solo l'azione di un'istanza superiore all'inconscio, ma anche una sorta di "attrazione" esercitata da un nucleo preesistente di altre rappresentazioni inconsce; in altre parole, la rimozione "secondaria" o "primaria", che agisce esclusivamente mediante un permanente controinvestimento, costituitosi nel corso di esperienze soggettive molto precoci e comunque precedenti alla formazione del Super-Io. A questo "rimosso originario" si aggregano tutte le successive rappresentazioni rimosse dell'esperienza individuale, le quali, essendo per loro natura indistruttibili, tendono incessantemente a riaffiorare alla coscienza "approfittando" di condizioni facilitanti, come l'aumento della spinta pulsionale o la diminuzione del livello di controinvestimento. Questo "ritorno del rimosso" avviene generalmente attraverso vie indirette, sotto forma di "compromesso" fra il rimosso stesso e la rappresentazione rimovente.


"Censura", la funzione psichica che impedisce o cerca di impedire ai desideri inconsci e ai loro derivati di penetrare nella sfera preconscia e conscia, e che pertanto è alla base della rimozione. La censura è costantemente presente e attiva, anche se in modo più o meno vigile (in particolare, si allenta durante il sonno); essa fa da filtro non solo fra l'inconscio e il preconscio, ma anche fra il preconscio e il conscio. In Freud il concetto di censura subisce via via alcune modificazioni secondarie, ricostruibili in tre fasi. Nella prima (L'interpretazione dei sogni, 1900) esso è utilizzato quasi esclusivamente per dar conto delle deformazioni oniriche. Nella seconda, intorno al 1916, esso viene assunto sotto il concetto più generale di difesa, e appare strettamente legato alla nozione di Super-Io. Nell'ultima fase, intorno al 1937, la censura è intesa come una delle funzione dell'Io.


"Sublimazione", capacità di trovare qualche attività compensatrice per la rinuncia alla soddisfacione di istinti o desideri proibiti, in particolare, la direzione dell'energia sessuale verso attività sociali e culturali.
... termine che in psicoanalisi indica il meccanismo responsabile di molte attività umane di tipo superiore (come la ricerca scientifica e artistica) le quali, sebbene siano in apparenza prive di qualsiasi riferimento alla --sessualità, derivano invece dalle -- pulsioni sessuali parziali (cioè dalle componenti perverse e non genitali della sessualità) e dalle pulsioni aggressive. Generalmente l'oggetto dell'attività che risulta dal processo di sublimazione è socialmente connotato in termini molto positivi (come nel caso, per l'appunto della produzione scientifica o artistica, o in quella della professione medica o infermieristica). Malgrado il suo evidente interesse come criterio esplicativo degli aspetti più caratteristici e apparentemente più irriducibili della condotta umana, il concetto di "sublimazione" è stato assai poco elaborato da Freud e dai primi psicoanalisti, che fra l'altro si sono quasi del tutto limitati a postulare la sublimazione delle pulsioni sessuali, mentre gli psicoanalisti successivi hanno affrontato il problema relativo alla sublimazione delle pulsioni aggressive. In particolare, non è facile indicare le caratteristiche che differenziano la sublimazione dal meccanismo della --rimozione. Uno dei rari testi in cui Freud esemplifica il lavoro della sublimazione, nel campo della produzione intelettuale e artistica, è Un ricordo di infanzia di Leonardo da Vinci. Secondo Anna Freud (I meccanismi di difesa, 1937), la sublimazione fa parte dei meccanismi di difesa normali, più che non di quelli patologici.

"Inconscio", termine che indica i contenuti psichici non presenti alla coscienza dell'individuo. Con Freud l'inconscio, diviene una costruzione teorica comprensiva degli aspetti motivazionali della personalità, sia sana sia patologica.
Nell'uso descrittivo "inconscio" è un aggettivo che indica i contenuti psichici non compressi nel campo attuale della coscienza.
... indica il sistema psichico costituito da contenuti rimossi che non hanno potuto accedere al sistema preconscio-conscio, e anche da "fantasmi originari", ossia da schemi che trascendono le esperienze individuali (--fantasma); i contenuti del sistema inconscio (Inc) sono l'espressione psichica delle eccitazioni endosomatiche, ovvero i "rappresentanti" delle pulsioni, le quali, in quanto propriamente tali, si sottragono all'opposizione conscio-inconscio; inoltre, i contenuti dell'Inc, costituiti prevalentemente da desideri dell'infanzia su cui hanno agito i meccanismi della --fissazione e dell' --investimento, tendono a riaffiorare sul piano della coscienza e del comportamento, ma solo a prezzo di un compromesso con i processi difensivi che ne alterino la natura originaria; infine, i contenuti dell'Inc sono sottoposti alle leggi del --processo primario (mobilità dell'energia, che fluisce verso la scarica nella maniera più diretta e rapida possibile, spostamento, condensazione ecc.) nonché ai principi dell'indiferenza rispetto alla realtà, della mancanza di negazione e di dubbio, e del primato assoluto dell'opposizione "piacere-dispiacere".
Storicamente è grazie alle sue ricerche sul sogno che Freud "scopre" l'inconscio e individua i meccanismi (simbolismo, spostamento, condensazione) caratteristichi del processo primario e da lui poi ritrovati nelle produzioni inconsce non oniriche (sintomi e formazioni a essi equivalenti, come i lapsus e gli atti mancati).


"Superio",sistema delle norme e dei principi morali ricevuti dai genitori e dalla società, che appartiene in prevalenza all'inconscio ed esercita una funzione di critica sull'Io.
... geneticamente, il Super-Io, secondo Freud, compare come istanza differenziata in concomitanza col venir meno del complesso edipico, cioè dopo i cinque anni di vita, quando il bambino interiorizza il divieto, sacrificando a esso il desiderio incestuoso e in qualche modo compensandolo mediante l'identificazione con i genitori. Successivamente, ai divieti provenienti dai genitori si aggiungono quelli provenienti dalle istituzioni sociali e religiose, ed è da essi che il Super-Io trae un ulteriore rafforzamento.


"Transfert", processo che porta al paziente a concentrare sull'analista forti pulsioni negative o positive.
Il trasfert (o traslazione), nella sua accezione più generale, è l'attegiamento emotivo (positivo o negativo) del paziente nei confronti del suo psicoanalista; in un'accezione più specifica, è il processo col quale il paziente proietta sulla figura del proprio psicoanalista affetti (--affettività), pensieri e condotte originariamente relative a persone della propria esperienza precedente l'analisi, e in particolare relativi a persone facenti parte del proprio nucleo familiarea. In un transfert negativo il vissuto di ostilità del paziente verso il terapeuta può essere in realtà rivolto verso il padre (magari già morto) del paziente stesso.
Il transfert non costituisce una caratteristica esclusiva della situazione analitica, bensì è presente in molteplici situazioni interpersonali (come nel rapporto fra medico e malato, fra maestro e allievo, fra ipnotizzatore e ipnotizzato ecc.); ma è nella situazione analitica, e soltanto in essa, che il transfert viene interpretato e utilizzato dal terapeuta ai fini della guarigione del paziente.
Il controtransfert consiste nella risposta inconscia dello psicoanalista al transfert del suo paziente.


"ecc.,"
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  #2  
Viejo 7/abr/06, 16:04
ilpassodiulisse
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Smile Psicosi. Psicosomatica.

Psicosi termine psichiatrico, assunto anche dalla psicoanalisi, che indica una classe di malattie psichiche differenzialbili dalle nevrosi e dalle psicopatie. Generalmente la psicosi vengono distinte in organiche, quando è evidenziabile un'alterazione del tessuto nervoso, e in funzionali, quando quest'ultima non è evidenziabile. Sia in psichiatria sia in psicoanalisi, le tre principali sottoclassi delle psicosi funzionali sono rappresentate dalla schizofrenia, dalla psicosi maniaco depressiva e dalla paranoia.

Il cuadro sintomatico delle psicosi può essere così caratterizzato: patologia, a tutti i livelli, più grave di quella caratteristica delle nevrosi, compresse le nevrosi gravissime, compromissione del "fondo" della salute mentale, con assenza di percezione strutturalmente deformata dalla realtà esterna, e con mancanza totale o parziale di rapporto cognitivo con la medesima, disgregazione a livelli profondi della personalità totale, con assenza o viceversa con ipertrofia dell'affettività ( che in questo secondo caso, come nella psicosi maniaco-depressiva e più in generale nelle cosiddette "psicosi affettiva, domina interamente la vita psichica del paziente) e spesso con regressione del comportamento a livelli primitivi, allucinazioni e deliri, gravi alterazioni del pensiero logico e della capacità linguistica e non linguistica di comunicare, grave disadattamento sociale ( da non confondere con l'antisocialità che è caratteristica della: psicopatia ), mancanza generale di "comprensibilità" dei sintomi ( al contrario di quanto avviene nel caso dei sintomi nevrotici e psicomatici); mancanza di consapevolezza, da parte dal paziente, della sua condizione patologica ( mentre il paziente nevrotico è generalmente consapevole della propria condizione).

... in altri casi la psicosi insorge in seguito a un gravissimo trauma di carattere psichico e non organico, provocate da eventi esterni... ecc






Psicosomatica, studio sistematico -fondato sul postulato dell'inscindibile unità biologica (corpo-mente) della persona- dei fattori psichici e più essatamente emotivi (in particolare gli affetti aggressivi e ansiosi e le situazioni di conflitto) che svolgono un ruolo più o meno determinante nella genesi delle malattie del corpo.

Per essere tale, il disturbo psicosomatico o "nevrosi d'organo" deve al contempo essero psicogeno e caratterizzato da precise e objettive disfunzioni fisiologiche dell'organismo, in tal modo esso si differenzia sia dalla malattia puramente organica, nella cui genesi no interviene alcun fattore emotivo, sia dai sintomo psicopatologici ( come nel caso delle nevrosi e delle psicosi "reattive") cui la malattia puramente organica può dar luogo.
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